SUPERMARIO,
THE ONE,
LA PASSIONE
E IL FUTURO.

Intervista a Mario Cipollini

MARIO, ANZITUTTO SEI IN FORMA SMAGLIANTE. TI DIREI PRONTO PER AFFRONTARE IL CAMPIONATO DEL MONDO. QUAL È IL TUO SEGRETO?

Ti ringrazio ma non credo di essere in grado di affrontare un Campionato del Mondo. Potrebbe essere un Campionato del Mondo per cinquantenni, allora forse mi divertirei. Al di là di questo, sì, credo di essere abbastanza in forma, sia fisicamente che mentalmente. Sto attraversando una fase stimolante della vita: vedo quello che è stato il mio passato e sono pronto al futuro, un futuro in cui credo sarà sempre maggiore l'impegno rivolto alle mie bici, che considero le "altre" figlie. Le vere figlie, le mie due ragazze, che stanno crescendo e hanno già la loro vita, cerco di aiutarle seguendole a distanza, per cui mi resta il tempo da dedicare agli allenamenti (oltre al ciclismo pratico lo sci nel periodo invernale) e a viaggiare per il mondo, attività che svolgo con i sensi allertati e con gli occhi ben aperti, e che diventano stimoli continui nella progettazione delle biciclette della linea Cipollini.

QUALI SONO STATE LE BASI TECNICHE CHE HANNO PORTATO A RIDISEGNARE RB1K, IL PRODOTTO DI PUNTA DELLA TUA COLLEZIONE DI BICI DA COMPETIZIONE?

La nuova RB1K è naturalmente un aggiornamento della vecchia. Definirla vecchia in qualche modo mi infastidisce, perché non posso considerarla vecchia: è stata il primo passo, ed è stato un gran bel primo passo. Con il tempo, però, le migliorie tecniche, ipotizzate confrontandosi con i tecnici, mi hanno spinto a cercare un incremento di prestazione, che ho voluto fosse sempre effettivo, oggettivo. È strano parlare di oggettività quando in realtà a volte si tratta di sensazioni. Mi fido delle mie sensazioni. Sono praticamente nato in bicicletta, iniziando ufficialmente a gareggiare a 6 anni pur avendo iniziato ancor prima nelle corse di paese, pertanto, dopo quasi mezzo secolo, il mezzo è diventato un prolungamento del mio corpo. Credo quindi di aver maturato una sensibilità non comune, ancora più esaltata dal fatto che da anni mi sto adoperando come costruttore. Devo però ringraziare i tecnici che mi hanno fornito strumentazioni adeguate e che mi hanno assecondato in tutto e per tutto. Insieme siamo riusciti a progredire nel migliore dei modi, con pazienza. Le nuove tecniche di produzione e i nuovi materiali ci hanno dato la possibilità di operare nel dettaglio, senza mai perdere di vista l'esito complessivo. Questo passo avanti siamo convinti di averlo fatto in pieno, perciò la nuova RB1K abbiamo deciso di definirla THE ONE, ossia qualcosa di assolutamente unico, la numero 1. Dico questo con cognizione di causa, non sono degli slogan pubblicitari. Ho sempre avuto grandi esigenze, pretendendo sempre i materiali migliori, questo credo mi sia riconosciuto ancora oggi dalle persone che hanno lavorato con me, a partire dai meccanici con cui ho condiviso anni di carriera e che hanno tarato i propri standard sulle mie esigenze. Perciò non ho paura ad espormi come non ho mai fatto prima: The One è la "bicicletta assoluta", l'esito estremo di questo accumulo di esperienze e di storia, totalmente diversa da tutto ciò che il mercato oggi è in grado di offrire. Siamo tutti soddisfatti di questa bici per i riscontri oggettivi, come detto, ma anche perché è visivamente bellissima. Solo guardandola mi vengono i brividi, ma l'emozione vera, credetemi, si prova in sella.

Mcipollini interview break RB1K
Mcipollini interview quote RB1K
... È bellissima, ma tutto quello che vedete da un punto di vista di linee e di forme non è fatto per accattivare il pubblico, o per gratificare il semplice aspetto estetico: è una base tecnico-scultorea congegnata per ottenere quello che io reputo indispensabile...

MA È UNA BICI SOLO PER SUPERUOMINI O PER TUTTI?

La ritengo una bici per veri appassionati. Vorrei farla provare a tutti quelli che amano la bici, per farli sballare. Naturalmente è una bici estremamente esigente, con una struttura pensata per portare all'estremo limite le prestazioni. Dicevo che è bellissima, ma tutto quello che vedete da un punto di vista di linee e di forme non è fatto per accattivare il pubblico, o per gratificare il semplice aspetto estetico: è una base tecnico-scultorea congegnata per ottenere quello che io reputo indispensabile, ossia rigidità, risposta totale all’input della forza, solidità, per trasferire la sensazione di essere a bordo non di una semplice bicicletta ma di un oggetto tecnologico capace di regalare emozioni fortissime. The One è quindi uno di quei rari casi in cui la funzione sposa l’estetica, in maniera del tutto naturale. Perciò spero che molte persone abbiano la possibilità di guidarla, di comprenderne l'intima essenza.

Mcipollini interview break RB1K

IN QUANTO TEMPO SI È DIPANATO IL LAVORO? VALE A DIRE DALLA FASE DELLE TUE “INTUIZIONI” ALLA REALIZZAZIONE DEL PROTOTIPO? QUALI SONO STATE LE FASI PRINCIPALI?

È una domanda che mi sorprende perché non calcolo mai il tempo che impiego a conquistare ciò che desidero ardentemente, in questo caso il tempo che è servito per produrre, anzi per creare questa nuova “ragazza" che entra a far parte della nostra famiglia. Soltanto adesso che mi ci fate pensare capisco da quanto ci lavoriamo, per cui guardandomi indietro, penso: "Ah, cavolo, è da tantissimo che siamo impegnati in questo progetto!". Però la soddisfazione d'aver conseguito l'obiettivo fa passare in secondo piano tutto il tempo passato, tutti gli investimenti svolti, tutte le piccole difficoltà affrontate e risolte assieme ai bravissimi tecnici e addetti aziendali. A livello di filiera devo parlare di un laboratorio di artigianato artistico in tutto e per tutto, arricchito da componenti tecnologiche di assoluto livello. Tutti assieme portiamo le nostre esperienze e i nostri punti di vista su quella che è la creazione dell’oggetto, che via via, in varie fasi, vado a “testare". Sin da subito, uscendo di casa, affrontando le discese della mia collina, intuisco la bontà degli interventi effettuati. Quindi si passa al prototipo definitivo, e su questo vengono apportate sempre le ultime infinitesimali migliorie, finché non si arriva alla fase della produzione vera e propria. E da lì non resta che attendere di vedersi recapitare l'oggetto dei desideri, rifinito in ogni sua parte.

CI FAI UN RITRATTO IDEALE DELLA NUOVA RB1K?

Fare un ritratto della bici è qualcosa di estremamente intimo. È intimo il rapporto che ho con lei perché è qualcosa che va al di là del semplice mezzo. È qualcosa di molto più personale. La bicicletta è una definizione femminile per cui ha qualcosa di accattivante di per sé. Quando passo nel corridoio in cui è posizionata, in stato di quiete, di riposo, ha una atteggiamento potentemente femminile, estremamente sensuale, con quelle forme e con quelle note attrattive che trovo nel suo essere. Ma esserci sopra fa la differenza. Diventa un rapporto ancora più intimo tra dominante e dominata. Nonostante la definizione femminile in realtà non è debole, tutt'altro: è forte e potente, e ti ripaga di tutta quella forza che tu riesci ad imprimerle. È una forza della natura che ha le sue pretese, le sue esigenze. Per esempio alcune grandissime ruote, considerate le migliori, non resistono alla rigidità di questa bicicletta, e cedono, soprattutto quando riesco a imprimere quella forza che ancora riesco a tirar fuori. E preciso che riuscire ad avere questa relazione intima e personale con questo oggetto - che diventa un prolungamento di me stesso - è qualcosa di simile al fare l’amore. C'è qualcosa di estremo in quel che dico, ma è precisamente quello che penso. Se riesci a trasmetterle quella forza, quel rispetto che lei chiede, riesce a ripagarti di un grandissimo piacere, non sessuale, ma un grandissimo piacere che si avvicina al godimento restando su un livello quasi magico. Questa bicicletta, che è il frutto della mia possibilità di esprimere la mia conoscenza sulla bici con la disponibilità tecnologica di cui oggi posso disporre, è l’oggetto più straordinario che io abbia mai provato in vita mia.

... Esserci sopra fa la
differenza: diventa un
rapporto ancora più intimo
tra dominante e dominata...

ED ECCO, ANCOR MEGLIO SPIEGATO, PERCHÉ È STATA BATTEZZATA THE ONE. CI DICI QUALCOSA DELLE SCELTE CROMATICHE E DELLE GRAFICHE CHE LA CARATTERIZZANO?

Naturalmente le scelte grafiche e cromatiche sono estremamente minimali. È una scelta precisa perché la considero talmente bella che non c’è bisogno di addobbarla di fantasiose soluzioni formali o cromatiche. Nulla può renderla ancora più bella. Rimanendo in tema: è un po' come una bella donna, dopo aver fatto l’amore tutta la notte con lei. La mattina ti svegli, apri la finestra, lei ancora sta dormendo, spettinata, ma la guardi con gli occhi ancora socchiusi e vedi la bellezza di ogni piccola parte del suo corpo, del suo viso, e sei conquistato da questa figura. Non c’è bisogno di vederla sui tacchi a spillo o con un abito di pajette attillato che ne esalti la bellezza. È bella sempre, ed è ancora più bella così.

E POI C’È IL FILM, UN VERO E PROPRIO CORTOMETRAGGIO, CHE ACCOMPAGNA L’USCITA DI THE ONE...

Sì, abbiamo deciso di girare un film su questo nostro progetto, su questo nostro risultato. Una produzione di tutto rispetto con una troupe di grandi professionisti. Abbiamo voluto raccontare per metafore e per simboli il senso di questa nostra "ricerca": l'inseguimento dell'idea perfetta, ossia dell'armonia assoluta, unione di grazia e forza. Qualcosa di etereo, sfuggente, quasi irraggiungibile, che poi invece è lì, a nostra disposizione. L'idea è rappresentata da una ragazza, un giovane talento della danza classica, proveniente dalla Scala di Milano. L'armonia del suo gesto rappresenta l’ideale inseguito per lungo tempo. E sarà lei, una volta raggiunta e afferrata, che con eleganti passi di danza, agili ma anche potenti, creerà il telaio, il più armonioso e potente di sempre. Per cui dopo aver inseguito l'idea dell'armonia assoluta per molto tempo, dopo esserci impegnati, avendo fatto anche dei sacrifici per ottenerla, riusciamo a possederla, godendone. Raccontandovi questo inseguimento per immagini credo che potrete in qualche modo divertirvi quanto noi durante le riprese, dipanatesi tra Firenze, Milano e Venezia (sempre in versione notturna) a rimarcare l'italianità del prodotto. Il film finisce in un luogo dalla bellezza metafisica, altamente simbolico, quale Lanzarote, isola magica ricca di magnetismo con la terra nera vulcanica, generatrice di vita. Andando alla ricerca della "creazione" abbiamo scelto quest'isola che ci ha regalato pedalate indimenticabili, ed emozioni uniche.

Mcipollini interview break RB1K
Mcipollini interview break RB1K

CONSIDERATA LA TUA PASSIONE, È SUPERFLUO CHIEDERTI SE SEGUI LE VICENDE DEL CIRCUITO PRO. COSA PENSI DEL CICLISMO CONTEMPORANEO?

Noti delle differenze col passato? Naturalmente seguo il ciclismo con grande passione, ma anche con un occhio attento. Cerco di immaginare il mio passato interpretando quello che è il presente. Naturalmente si vedono delle differenze notevoli ma questo è il mondo che cambia, che evolve. Tutto è cambiato, c’è tanta tecnologia, ci sono appiattimenti dati proprio dai sistemi avanzati di gestione dell’allenamento, della gara, delle relazioni umane e professionali, dei sistemi social. Tutto quello che accade nel ciclismo a mio parere ha portato a dei cambiamenti, ma non sempre a innovazioni o progressi. Sono più appassionato di un ciclismo diverso, più “personale”, più improntato sulla personalità degli atleti che sul potere delle squadre (con le loro radioline telecomandate), della politica, del denaro. Per cui osservo con estremo interesse ma non riesco a trovare quell'attrazione che generava il ciclismo di qualche anno fa. Il ciclismo attuale lo trovo popolato da personalità effimere, indefinibili. Da alcuni atleti del passato, da come si comportavano in gara, si riusciva a capire anche l’individuo, la sua personalità. Ora c’è molto più calcolo, tutto è giocato sui secondi, sulla gestione dei team, sui punteggi individuali e di squadra, per cui viene in qualche modo trasformata, o addirittura imbastardita, quella che invece è la cosa più bella di questo sport: la fantasia nel voler mostrare agli altri la propria forza.

INFINE NON RESTA CHE CHIEDERTI DEI PROGETTI FUTURI.

Nei progetti futuri c’è, nell'immediato, lo sviluppo di una linea di abbigliamento che traduca la mia filosofia, in cui cercherò di immettere tutta la mia esperienza di ciclista. Una collezione fatta di soluzioni tecniche all'avanguardia tarate espressamente sulle esigenze, sulle posture, sui movimenti del ciclista, con una varietà ragionata di soluzioni cromatiche e di stile. Spero di trasferire quella che è stata la mia esperienza in piccoli e grandi dettagli che possano fare la differenza, per godere appieno di questo fantastico sport. Qualcosa con cui sentirsi cool, oltre che tecnicamente protetti e aiutati in questa fatica che è pedalare e che rende piacere e godimento come niente al mondo. Per questo vorrei salutare i ciclisti, i veri ciclisti appassionati, con il mio migliore augurio: godetevi la vita, godetevi la bici, godetevi il ciclismo!

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